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Terra e clima

Etosha Pan da Sentinel-2: la salina più grande della Namibia

ESA ha pubblicato un'immagine di Copernicus Sentinel-2 del 5 aprile 2026 che mostra l'Etosha Pan, salina di 4760 kmq nel Parco Nazionale Etosha, in Namibia.

Pubblicato 16 ottobre 2026 Aggiornato 16 ottobre 2026 2 min di lettura Terra e clima
Etosha Pan da Sentinel-2: la salina più grande della Namibia

In breve

Un'immagine del satellite Copernicus Sentinel-2, pubblicata da ESA e acquisita il 5 aprile 2026, mostra l'Etosha Pan, la più grande salina della Namibia, nel Parco Nazionale Etosha: circa 130 km di larghezza e 4760 kmq di superficie, con vegetazione evidenziata in rosso dall'infrarosso e bacini minori come il Natukanaoka Pan ancora pieni d'acqua.

Punti chiave

  • L'immagine di Copernicus Sentinel-2 del Parco Nazionale Etosha è stata acquisita il 5 aprile 2026 all'inizio della stagione secca, con temperature medie tra 14°C e 30°C.
  • L'Etosha Pan si estende per circa 130 km da est a ovest e copre 4760 kmq.
  • Il fiume Ekuma collega il lago Oponono, a circa 1200 m di altitudine, alla salina a 1030 m.
  • Il lago Oponono trattiene l'acqua da una stagione umida all'altra e ospita fenicotteri e bovini.
  • Il sensore multispettrale di Sentinel-2 rileva la luce in 13 bande spettrali, contro le 3 dell'occhio umano.
  • Le aree rosse più intense nell'immagine corrispondono alla vegetazione più fitta, come i boschi di mopane abitati da elefanti, giraffe e leopardi.

L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha pubblicato un’immagine del programma Copernicus Sentinel-2. L’immagine è stata acquisita il 5 aprile 2026. Ritrae il Parco Nazionale Etosha nel nord della Namibia. Al centro della scena spicca l’Etosha Pan, la più grande salina del Paese, che appare come una distesa bianca luminosa. L’immagine è consultabile nella pagina dedicata di ESA, dove è possibile esplorarla alla massima risoluzione. Il Parco Nazionale Etosha è una riserva faunistica. Osservarlo dallo spazio permette di seguire acqua, vegetazione e habitat. Il territorio è difficile da monitorare da terra.

L’immagine del satellite Sentinel-2

La scena mostra la grande distesa salina del Parco Nazionale Etosha insieme a numerosi bacini salini minori. È un’immagine in falso colore: la vegetazione appare in rosso. L’acqua va dal blu chiaro al blu scuro. È blu chiaro dove contiene sedimenti torbidi, blu scuro dove è più limpida. L’immagine copre l’inizio della stagione secca nel parco. Le temperature medie giornaliere tipiche di questo periodo oscillano tra 14°C e 30°C.

Il Pan di Etosha e i bacini minori

La salina principale si estende per circa 130 km da est a ovest e copre 4760 kmq. All’occhio umano appare di un bianco brillante. Attorno alla distesa principale, a nord-ovest, puntinano bacini salini più piccoli che conservano ancora acqua. Il più grande è il Natukanaoka Pan. Questi piccoli “laghi” appaiono in tonalità di verde e blu.

Vicino al centro dell’immagine scorre il fiume Ekuma, che dal lago Oponono scende verso la salina. Il lago si trova a circa 1200 m sul livello del mare, la salina a 1030 m. Il dislivello è di circa 170 metri. Il lago Oponono trattiene l’acqua da una stagione umida all’altra, e per questo ospita fenicotteri e bovini anche quando il resto del territorio si asciuga.

Vegetazione e vita selvatica

La vegetazione che circonda l’Etosha Pan comprende praterie, savane e boschi di mopane. Gli alberi di mopane appaiono in rosso scuro e intenso. Sono dominanti nelle zone orientali e centrali del parco. Offrono habitat a elefanti, giraffe e leopardi. Le savane delle aree occidentali e meridionali ospitano invece gnu, leoni e springbok.

Sulla salina stessa si notano chiazze rosse, segnale di una qualche forma di vita vegetale. Poche piante sopravvivono nel terreno di argilla salina, ma alcune alghe blu-verdi ed erbe tolleranti il sale si sono adattate a questo ambiente estremo.

Come funziona l’imaging in falso colore

Il rosso vivo non è un effetto artistico, ma il risultato di una scelta tecnica. Sentinel-2 trasporta un sensore multispettrale che rileva la luce in 13 bande spettrali, contro le tre (rosso, blu e verde) dell’occhio umano. Il sensore cattura così anche il vicino infrarosso e l’infrarosso a onde corte. Questi permettono di costruire immagini in falso colore. Tali immagini evidenziano caratteristiche specifiche del paesaggio. Le piante sane riflettono più luce nel vicino infrarosso. Per questo le aree di rosso più intenso corrispondono alle zone a vegetazione più fitta. Il colore funziona da mappa indiretta della vitalità del mantello vegetale. È utile per seguire stagioni, siccità e habitat della riserva.

Fonti: